
Quello che viene chiamato "rock" non è soltanto un genere musicale. È uno stato d'animo, un modo d'essere che incrocia la musica, il cinema, la letteratura, il teatro e la creatività in genere compresa quella destinata alla produzione industriale. Per chi è nato negli anni Cinquanta e Sessanta è un sottofondo, una colonna sonora di ogni momento della vita, di pensieri e ricordi. Esiste da sempre e aiuta a vivere meglio...
05 gennaio, 2023
5 gennaio 1983 – Everything But The Girl, un nome preso dall’insegna di un negozio

04 gennaio, 2023
4 gennaio 1992 – Le contraddizioni e i guai di Chrissie Hynde

03 gennaio, 2023
3 gennaio 1982 - Nebraska, un album di rottura

02 gennaio, 2023
2 gennaio 1991 – Renato Rascel, un omino candido e sognatore

01 gennaio, 2023
1° gennaio 1884 – Oscar Celestin, una tromba nobile di New Orleans

31 dicembre, 2022
31 dicembre 1985– Addio a Ricky Nelson

30 dicembre, 2022
30 dicembre 1992 – Gli Z.Z. Top contro i ladri di musica

29 dicembre, 2022
29 dicembre 1926 – Liliana Feldmann, la gagarella del Biffi Scala

28 dicembre, 2022
28 dicembre 1921 – Johnny Otis, il cuore greco del rhythm and blues

27 dicembre, 2022
27 dicembre 1975 – Gli Staples Singers, duri a morire

26 dicembre, 2022
26 dicembre 1957 – Nasce "Tequila"

25 dicembre, 2022
25 dicembre 1981 – Natale in carcere per la J. Geils Band

24 dicembre, 2022
24 dicembre 1972 – Una vigilia con la polizia per Manfred Mann

23 dicembre, 2022
23 dicembre 1931 – Henry Cuesta, un ragazzo pigro che detestava il violino
Il 23 dicembre 1931 a Mac Allen, nel Texas, nasce il clarinettista Henry Cuesta. A nove anni, spinto dal padre appassionato di musica, inizia a studiare violino. È svogliato e indolente, quasi che gli studi musicali non lo interessino molto. Dopo vari tentativi anche la sua famiglia sembra rassegnarsi all'idea che il figlio possa scegliere strade diverse da quelle immaginate per lui. Al momento di abbandonare tutto il giovane Cuesta torna sui suoi passi. Non è la musica a non piacergli, ma il violino. Passa al clarinetto e trova nuovi stimoli per continuare. Diventa uno studente modello e frequenta i corsi di specializzazione organizzati dal Del Mar College Of Music. Il suo rendimento scolastico è tale che le orchestre sinfoniche della zona fanno la coda per lui, compresa la Corpus Christi Simphony Orchestra, la più famosa del Texas. Suonare gli piace molto, ma non è disposto a scuotersi dall'indolenza che caratterizza il suo carattere per la musica. Non ha ambizioni particolari e nel dopoguerra si accontenta di sbarcare il lunario con le orchestre del Midwest che gli garantiscono i mezzi per vivere senza grande fatica. Per quasi vent'anni la sua vita è identica a quella di moltissimi altri strumentisti destinati a non lasciare alcun segno nella storia della musica, ma il destino ha in serbo una sorpresa. Nel 1959 viene ascoltato casualmente da Jack Teagarden che resta colpito dalla sua tecnica e lo ingaggia nel suo sestetto in sostituzione di Jerry Fuller. A ventotto anni Henry Cuesta si ritrova così catapultato da un giorno all'altro a New York dove suona nei locali più importanti della scena jazz statunitense. Al fianco di Teagarden ottiene una notevole popolarità anche grazie a una lunga serie di dischi pubblicati dalla casa discografica Roulette. Tutto questo non gli cambia il carattere, che resta quello degli inizi: pigro e non disposto ad accelerare i suoi ritmi di vita per inseguire o mantenere il successo. I critici lo ritengono un clarinettista eccezionale sotto il profilo tecnico-strumentale, ma gli rimproverano un eccessivo individualismo virtuosistico. Lui non si cura nemmeno di rispondere, convinto che, in fondo, ogni punto di vista abbia le sue ragioni per esistere. Quando si chiude la collaborazione con Teagarden non torna più nel Texas. Resterà a New York, ma si guarderà bene dal mettersi in proprio. Anzi, eviterà anche di avere rapporti fissi troppo lunghi e vagabonderà tra le varie band del clan dei dixielanders newyorkesi. Muore il 17 dicembre 2003.
22 dicembre, 2022
22 dicembre 1988 – La storia degli Smiths si chiude, ma forse no

21 dicembre, 2022
21 dicembre 1974 – Il Natale dei Mud

20 dicembre, 2022
20 dicembre 1986 – Noi Bangles siamo carine, ma non stupide

19 dicembre, 2022
19 dicembre 1935 – Il posteggiatore che piaceva a Wagner

18 dicembre, 2022
18 dicembre 1962 – Bentornati Beatles e grazie di tutto!

17 dicembre, 2022
17 dicembre 2004 - Bob Marley eroe nazionale giamaicano?

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