Il 21 marzo i kurdi festeggiano il loro capodanno chiamato Nawroz (nuovo giorno). Esso ricorda la vittoria, avvenuta nel 612 a .C. dei Medi, come anticamente venivano chiamati i kurdi, guidati leggendario fabbro Kawa contro il tiranno sanguinario Dehok. Per l’occasione vengono accesi grandi fuochi sulle montagne. Gli storici fanno notare che il 612 a . C. è l’anno della distruzione di Ninive, che segna la fine dell’impero assiro da parte dei “popoli della montagna”, chiamati “popolazione che nessuno conosce”. Nonostante il capodanno coincida con il probabile ricordo di una vittoria con le armi, nella tradizione kurda la sapienza conta più delle armi e il valore in battaglia non è un attributo necessario per entrare nella leggenda. Una notazione storica curiosa è che Salahaddin, il leggendario Saladino eroe dell’Islam e dei romanzi di Walter Scott, era un kurdo della dinastia degli Ayubidi a cui viene rimproverato dai suoi connazionali oggi di aver combattuto e vinto per la causa dell’Islam e non per quella della sua terra. Le splendide montagne dell’Eden da cui, secondo la Bibbia , scendevano fiumi di latte e miele sono oggi lo scenario della tragedia di un popolo senza nazione e diviso tra vari stati, nessuno dei quali è disposto a riconoscerne l’indipendenza e la sovranità. Il petrolio, più del frutto dell’albero proibito, ha provocato la devastazione del Giardino dell’Eden
Quello che viene chiamato "rock" non è soltanto un genere musicale. È uno stato d'animo, un modo d'essere che incrocia la musica, il cinema, la letteratura, il teatro e la creatività in genere compresa quella destinata alla produzione industriale. Per chi è nato negli anni Cinquanta e Sessanta è un sottofondo, una colonna sonora di ogni momento della vita, di pensieri e ricordi. Esiste da sempre e aiuta a vivere meglio...
21 marzo, 2023
20 marzo, 2023
Marino Marini, tra canzone napoletana e jazz

19 marzo, 2023
Giuseppe Cattafesta, uno dei pionieri della musica sincopata

18 marzo, 2023
18 marzo 1896 - Jean Wiener, il pianista del Boeuf sur le Toit
Il 18 marzo 1896 nasce a Saint-Cloud, in Francia, il pianista e compositore Jean Wiener. Dopo aver brillantemente concluso gii studi di musica classica al conservatorio di Parigi, dal 1920 comincia suonare e a organizzare concerti nei quali introduce, insieme a pezzi classici, brani americani, interpretati in stile jazzistico. Il suo nome è però indissolubilmente legato a quello del Boeuf sur le Toit, un locale di Parigi che l'ha visto tra i primi protagonisti. Avviene quando il club Le Gaya, in via Duphot vicino alla Madeleine, nel quale suonava su un piano verticale i successi che venivano dall'America si rivela troppo piccolo. Così Louis Moyses, il proprietario, apre Le Boeuf sur le Toit in via Boissy d'Anglas, nello stesso quartiere, che diventa il luogo di ritrovo di tutto il mondo dell'arte e dello spettacolo parigino. Nel 1936 Jean Wiener forma con il pianista belga Clement Doucet un duo che fino al 1939 darà in tutto il mondo più di duemila concerti. Nella seconda parie della sua carriera Jean Wiener si dedica soprattutto alla composizione di musiche per film pur non rinunciando a qualche incisione da solo e in duo con il vecchio socio Doucet. Muore a Parigi l'8 giugno 1982.
17 marzo, 2023
17 marzo 1931 – Miriam Klein, nata a Basilea, vicino a Chicago

Il 17 marzo 1931 nasce a Basilea, in Svizzera, la cantante Miriam Klein. Come può una ragazza nata nella fredda e austera confederazione elvetica diventare una delle stelle europee del blues? Tutto comincia quando la ragazza, avviata dai genitori ai normali studi musicali, ascolta per la prima volta i suoni che provengono dai dischi di una collezione privata di un amico della sua famiglia. Sono brani che hanno le tinte del blues e la piccola Miriam resta colpita dalle voci di interpreti dai nomi per lei ancora sconosciuti: Bessie Smith, Billie Holiday, Lester Young e Frankie Newton. Sono dischi che i suoi coetanei italiani e tedeschi non possono ascoltare, perché vietati dai regimi fascista e nazista. La bufera della seconda guerra mondiale sfiora ma non colpisce la piccola repubblica dove vive e il dopoguerra le porta una lunga colonna sonora che lei già conosce. Ascolta alla radio i concerti jazz che arrivano da Parigi e decide che quella deve essere la sua vita. Nel 1947, a sedici anni, inizia a cantare con vari gruppi di musicisti svizzeri, ma ben presto i confini della Confederazione le appaiono stretti e soffocanti. Molla la famiglia, gli amici e il suo ambiente e se ne va a Parigi. Nella capitale francese la sua voce non fatica a farsi notare. In breve diventa una delle vedette del Mars Club e si trova a cantare al fianco di personaggi che fino a quel momento aveva conosciuto soltanto nei dischi, come Don Byas e Art Simmons. Quando ritorna nella sua terra la piccola Miriam, adolescente innamorata del blues e del jazz, ha lasciato il posto a un'affermata vocalist famosa in tutto il mondo. A dispetto della promessa fatta in gioventù di non voler tornare in quella Svizzera che le era parsa arida e noiosa, decide di considerare il paese natale come una sorta di rifugio in cui tornare tra una tournée e l'altra. La sua produzione discografica nel frattempo si fa imponente, con brani che finiranno per segnare come pietre miliari la sua costante evoluzione musicale e tecnica: da Gimme a pigfoot del 1964 a una strepitosa Fine and mellow del 1973, in cui la sua voce è accompagnata da un gruppo di jazzisti di primo piano come Roy Eldridge, Dexter Gordon e Slide Hampton, per arrivare alle sorprendenti interpretazioni nel 1979 di Mean to me e Lush life con Roland Hanna e George Mraz. Per quel che riguarda le sue origini c'è chi giura di aver colto al volo questa battuta: «Si, sono nata a Basilea, a pochi chilometri da Chicago…».
16 marzo, 2023
16 marzo 1966 – Una zanzara eversiva

15 marzo, 2023
15 marzo 1932 – Arif Mardin, il soul di un immigrato turco

14 marzo, 2023
14 marzo 1979 - Nicoletta Romanoff, la bionda discendente degli Zar

13 marzo, 2023
13 marzo 1971 - Gli Allman al Fillmore East

12 marzo, 2023
12 marzo 1896 - Jesse Fuller, The Lone Cat
Il 12 marzo 1896 nasce a Jonesboro, in Georgia Jesse Fuller, detto The Lone Cat, il gatto solitario, considerato uno deigli ultimi grandi interpreti vagabondi della musica nera. Canta accompagnandosi con la chitarra a dodici corde, l’armonica, il kazoo, la grancassa, i piatti e uno strumento di propria invenzione, il fotdella (una specie di basso a sei corde azionato da un piede). La sua carriera inizia intorno all'età di dieci anni quando, già a suo agio con l'armonica e la chitarra, si esibisce nelle feste contadine e nei balli dei fine settimana. Nel 1918 si trasferisce a Cincinnati e da lì inizia a girare per gli stati del nord e in Canada con lo spettacolo itinerante dell'Hagenbeck Wallace Circus. Nel 1922 si stabilisce a Los Angeles e due anni dopo partecipa a due film di Raoul Walsh: “Il ladro di Baghdad” con Douglas Fairbanks e “All'ombra delle pagode" con Pola Negri. Un po' stanco delle regole dello star system decide di mollare tutto e tornare sulla strada. Per sbarcare il lunario fa il venditore di hot dogs davanti l'uscita della United Artists a Hollywood, lavora in una piantagione di cotone a Bakersfield, per la Southern Pacific Railroad e presso alcuni cantieri navali in California. Per raggranellare qualche soldo in più accetta di partecipare a un paio di film. Cambia idea alla fine degli anni Quaranta quando incontra Leadbelly che lo convince a esibirsi nei club di Hollywood. Negli anni Cinquanta partecipa a varie trasmissioni televisive a San Francisco e a Los Angeles e registra i suoi primi dischi per la Cavalier , Arhoolie nel 1955 e Good Time Jazz nel 1958. Nel suo repertorio ci sono oltre ai blues, vecchie ballate e brani di boogie-woogie. Nel 1959 è l'invitato d'onore ai festival di Berkeley e di Monterey. Nel 1968 viene girato un film interamente su di lui intitolato “Jesse Lone Cat Fuller”. Muore a Oakland, in California, il 29 gennaio 1976.
11 marzo, 2023
11 marzo 1929 - Dusty Brown, dal taxi al blues
L'11 marzo 1929 nasce a Tralake, nel Mississippi il bluesman Dusty Brown. Fin da piccolo impara a cantare e suonare l'armonica. Per molto tempo la musica resta solo un'attività marginale nella sua vita visto che deve guadagnarsi da vivere con ogni tipo di lavoro. Nel 1946 si trasferisce a Chicago ma la sua vita non cambia visto. Fa il conducente di taxi e si esibisce dove può finché non riesce a ottenere una vera scrittura dalle orchestre di Muddy Waters e di Little Walter. Lascia i taxi e si dedica a tempo pieno alla musica. Nel 1953 forma una propria orchestra con la quale si esibisce in locali prestigiosi di Chicago come il Lover's Lounge e il Casbah Lounge Nel 1966 decide di chiudere con la musica ma non ci riesce. Più volte torna sul palco accettando di esibirsi nel 1966 al Curley's, nel 1968 allo Y'alls Club e nel 1969 al Kansas City Red's. Nel 1970 riprende a tempo pieno al fianco di Eddie Taylor e Carey Bell. Seguiranno nuovi annunci di ritiro e nuovi rientri.
10 marzo, 2023
10 marzo 1977 – Il giubileo dei Sex Pistols

09 marzo, 2023
9 marzo 1945 – Robin Trower, la chitarra blues dei Procol Harum

08 marzo, 2023
8 marzo 1989 – Una Squillo a San Vittore

07 marzo, 2023
7 marzo 1967 – Il sax alto di Willie Smith

06 marzo, 2023
6 marzo 1893 - Furry Lewis, il blues ai confini del folk

05 marzo, 2023
5 marzo 1886 - Carl Davis, il mezzadro della musica statunitense

04 marzo, 2023
4 marzo 1937 – Freddy Fender, il messicano del rockabilly

03 marzo, 2023
3 marzo 1973 – The dark side of the moon

02 marzo, 2023
2 marzo 1974 – Il primo concerto dei Television di Tom Verlaine

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