
Quello che viene chiamato "rock" non è soltanto un genere musicale. È uno stato d'animo, un modo d'essere che incrocia la musica, il cinema, la letteratura, il teatro e la creatività in genere compresa quella destinata alla produzione industriale. Per chi è nato negli anni Cinquanta e Sessanta è un sottofondo, una colonna sonora di ogni momento della vita, di pensieri e ricordi. Esiste da sempre e aiuta a vivere meglio...
05 ottobre, 2023
5 ottobre 1973 – La sorprendente vitalità di Alvin Stardust

04 ottobre, 2023
4 ottobre 1987 – Ian Anderson, professione musicista

03 ottobre, 2023
3 ottobre 1976 - Victoria Spivey, la Regina del blues

02 ottobre, 2023
2 ottobre 1982 - I Musical Youth anticipano l'era delle boyband

01 ottobre, 2023
1° ottobre 1950 – In Italia la radio si fa in tre

30 settembre, 2023
30 settembre 1978 – Per Beryl Booker il cuore vale di più del rigo musicale

29 settembre, 2023
29 settembre 1947 - Chano Pozo incanta Dizzy

28 settembre, 2023
28 settembre 1953 - L'eclettico Jim Diamond

27 settembre, 2023
27 settembre 1965 - Harry Reser, protagonista del Novelty

26 settembre, 2023
26 settembre 1938 - Gianni Siviero, un cantautore senza schemi

25 settembre, 2023
25 settembre 1955 – Buon compleanno Zucchero!

24 settembre, 2023
24 settembre 1989 – Il battesimo del vento per i Groovers

23 settembre, 2023
23 settembre 1977 – I Clash e lo stregone

22 settembre, 2023
22 settembre 1984 - Chi si rivede! John Waite

21 settembre, 2023
21 settembre 1980 - Un brutto segnale per Bob Marley

20 settembre, 2023
20 settembre 1913 - John Collins, il figlio chitarrista di Georgia Corham
Il 20 settembre 1913 nasce a Montgomery, in Alabama, il chitarrista John Collins. Sua madre è la pianista Georgia Corham, una delle pochissime direttrici d'orchestra dell'epoca. La sua infanzia trascorre al seguito del gruppo diretto dalla madre che nelle ore libere lo inizia al mistero delle note. Nelle intenzioni di Georgia il piccolo John Elbert dovrebbe divenire un apprezzato clarinettista, capace di entusiasmare il pubblico con i suoi trascinanti assoli. Le speranze della donna sono destinate a essere frustrate. Il ragazzo abbandona ben presto il clarinetto per la chitarra e di fronte alle perplessità della madre decide di rompere anche con lei. Se ne va a Chicago dove perfeziona gli studi sul nuovo strumento con Frank Langham. Ha appena diciannove anni quando, nella stessa città, ottiene il suo primo ingaggio professionale nell'orchestra del trombettista Elbert B. Topp. I buoni giudizi dell'ambiente sul suo conto arrivano alle orecchie della madre che gli propone di unirsi al suo gruppo. Il giovane chitarrista accetta e la band di Georgia Corham lo schiera in formazione fino al 1935, anno in cui decide di tentare nuove strade. Per un po' suona al Three Deuces di Chicago a fianco di personaggi di primo piano come Art Tatum e Zutty Singleton, poi accetta l'offerta di Roy Eldridge con la cui orchestra lavora per diversi anni. Con questa band incide anche i suoi primi dischi che gli valgono l'apprezzamento della critica. Eldridge, infatti, che ne apprezza la genialità istintiva, non si limita a utilizzarlo come chitarrista ritmico ma lo lascia libero di spaziare come solista. In questo periodo si afferma come uno dei migliori chitarristi swing. Negli anni Quaranta suona tra gli altri con Art Tatum (un tipo che in fatto di ritmo è piuttosto esigente), Lester Young, Fletcher Henderson, Benny Carter, Coleman Hawkins ed Errol Garner. Nel decennio successivo, dopo una fugace apparizione nell’orchestra di Artie Shaw e nel gruppo del solito Art Tatum, entra a far parte del trio di Nat "King" Cole. Qui trova finalmente il suo punto d'arrivo. La sua chitarra partecipa così da protagonista alla costruzione del grandissimo successo mondiale di Nat. In molti ritengono che questa scelta gli abbia precluso la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante come solista, ma, a lui va bene così. Non è fatto per seguire le orme della madre e l'idea di diventare un leader non l'ha mai sfiorato. Fino alla morte di Nat King Cole gli resterà accanto come un'ombra. Muore il 4 ottobre 2001.
19 settembre, 2023
19 settembre 1960 - Arriva il twist

18 settembre, 2023
18 settembre 1926 – Enrico Maria Salerno, la voce di Cristo e del pistolero senza nome

17 settembre, 2023
17 settembre 1925 - Pina Lamara, dal palcoscenico al convento e ritorno
Il 17 settembre 1925 nasce a Napoli Pina Lamara o, come è registrata all’anagrafe, Giuseppina Lamara. Maestra elementare viene notata per caso mentre canta con un posteggiatore in una trattoria durante una gita fuori porta con la sua scolaresca. La ragazza, convinta di avere delle potenzialità, prende lezioni di canto e nel 1947 partecipa al concorso radiofonico "L'ora del dilettante” classificandosi al primo posto. Qualche tempo dopo debutta ai microfoni della radio con l’orchestra di Gino Campese, passando poi a quelle di Giuseppe Anepeta, Nello Segurini e Mario Vinci. Nel 1956, al culmine della popolarità, partecipa al Festival di Napoli e parte per una lunga tournée in giro per il mondo ottenendo notevoli consensi soprattutto negli Stati Uniti. Sorprendendo tutti l'anno seguente, colta da una crisi mistica, lascia le scene e si ritira in convento. Non ci resterà a lungo. Otto anni dopo, nel 1965, convinta dai suoi estimatori a riprendere l’attività, torna al Festival di Napoli con Notte senza fine in coppia con l'Equipe 84. Pur senza ripetersi ai livelli dei primi anni della sua carriera continuerà a cantare fino ai primi anni Settanta.
16 settembre, 2023
16 settembre 1974 – Quando Bob Dylan tornò all’ovile

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