14 marzo, 2025

14 marzo 1927 - Carlo Milano, il contrabbasso alessandrino

Il 14 marzo 1927 nasce ad Alessandria il bassista Carlo Milano. A nove anni comincia a studiare violoncello al Liceo Musicale della sua città che frequenta fino al termine del settimo anno di corso. È Mario Cavagnoli a convincerlo a cambiare strumento e lui nel 1946 passa al contrabbasso iniziando a suonare dove può, gruppi da ballo compresi. Sono di questo periodo numerose e leggendarie jam session con Giulio Libano, Franco Pisano, Cesare Marchini, Gino Stoppano, ecc. Nel 1949 se ne va in Germania dove suona con molti musicisti significativi tra i quali Hans Koller. Ci resta dieci anni. Nel 1960, rientrato in Italia continua nell'attività da ballo fino al 1965 quando si stabilisce a Milano. Qui lavora molto negli studi di registrazione e collabora con l'Orchestra Ritmica della Rai nella quale entra stabilmente nel 1970, ma soprattutto riprende a suonare jazz. Suona con musicisti come Mario Pezzotta; Maurizio Lama; Enrico Intra; Giancarlo Barigozzi, Oscar Rocchi, Giancarlo Pillot, Gil Cuppini, Glauco Masetti e molti altri in particolare Ettore Righello col quale per molti anni costituisce una coppia pressoché inseparabile. Nella sua lunga carriera suona anche con Teddy Wilson, Dizzy Reece, Kenny Clarke, Art Farmer, Dexter Gordon, Joe Venuti e Hugo Heredia.

 

13 marzo, 2025

13 marzo 1988 – Andy Gibb, il fratellino dei Bee Gees

Il 13 marzo 1988 mentre è impegnato nella registrazione di un nuovo album per la Island Records muore a trent’anni Andy Gibb, per tutta la vita considerato il fratellino dei Bee Gees. Andrew Roy Gibb, questo è il suo nome completo, è infatti il minore dei fratelli Gibb, i tre membri dei Bee Gees. Più giovane di dieci anni finisce per trovare più un ostacolo che un aiuto nel successo dei fratelli famosi. I primi passi in musica li muove nella natìa Australia dove dà vita a una propria band. Nel 1977 il “fratellone” Barry Gibb e il manager Robert Stigwood lo convocano a Miami per farne una star. Con Barry come protettore, autore e produttore, Andy pubblica l'album Flowing rivers, che ottiene un successo eccezionale, così come i singoli I just wanna be your everything e (Love is) thicker than water. Il successo continua poi nel 1978 con l'album Shadow dancing e con il singolo omonimo. L'anno dopo, complici le sue frequenti crisi e i problemi legati alla tossicodipendenza, la sua popolarità inizia a calare. Nel 1980 un singolo in coppia con Olivia Newton-John e l'album After dark confermano il declino della sua stella. Nel 1981 registra All I have to do is dream con Victoria Principal, la popolare interprete della serie televisiva "Dallas", e debutta come attore a Los Angeles in "The Pirates of Penzance". Dopo alcune presenze in altri lavori teatrali canadesi e statunitensi, nel 1985 viene ricoverato a lungo in una clinica per risolvere i propri problemi di dipendenza dalle droghe. È una battaglia lunga e difficile nella quale alla fine soccomberà.

12 marzo, 2025

12 marzo 1966 – Il primo album dei Love

Il 12 marzo 1966 i Love pubblicano il loro primo album, intitolato semplicemente Love. Il disco è edito dall’etichetta Elektra, fino a quel momento specializzata nella produzione folk. Non diventa un successo galattico ma contribuisce a far conoscere la band formata nel 1965 dal chitarrista con gli altri chitarristi Johnny Echols e Bryan McLean, con il bassista Kenneth Forssi, il batterista Don Conka e i percussionisti Michael Stuart e Tjay Cantrelli. Al momento della registrazione di Love Don Conka non c’è già più, sostituito da Alban Pfisterer. È solo il primo di un'infinita serie di cambiamenti legati alle evoluzioni musicali di Arthur Lee che caratterizzeranno la vita dei Love. Dopo il secondo album Da Capo del 1967 Pfisterer, che era passato alle tastiere, lascia il gruppo seguito da Cantrelli. I cinque componenti rimasti pubblicano nello stesso anno Forever changes poi scompaiono dalla scena. Dopo un silenzio durato due anni, nel 1969 quando ormai tutti li danno per morti e seppelliti, i Love tornano con una formazione nuova composta oltre che da Lee, dal chitarrista Jay Donnellan, dal bassista Frank Fayard e dal batterista George Suranovich e un nuovo album intitolato Four sails. Sostituito Donnellan con Gary Rowles, la band realizza nello stesso anno anche il doppio Out here. Non è finita. L’anno dopo i Love con una formazione composta da Lee, Suranovich, Fayard, Gary Rowles e il chitarrista Nooney Rickett pubblicano False stat, un album alla cui registrazione partecipa anche Jimi Hendrix. A un nuovo silenzio segue un album da solista di Arthur Lee mentre solo nel 1973 arriva l'ultimo album dei Love di questo periodo, intitolato Reel to reel e realizzato da una formazione che, oltre a Lee, comprende i chitarristi Melvin Whittington e John Sterling, i bassisti Sherwood Akuna e Robert Rozelle e il batterista Joe Blocker. Nel 1977 Arthur riformerà la band con McLean, Sterling, Suranovich e il bassista Kim Kesterson.


11 marzo, 2025

11 marzo 2003 – Fiction Plane, il gruppo del figlio di Sting

L’11 marzo 2003 la MCA pubblica l'album Everything will never be ok dei Fiction Plane. Chi sono i Fiction Plane? Sono una band londinese composta, dal chitarrista e cantante Joe Sumner, dal bassista Dan Brown e dall'altro chitarrista Seton Daunt. Fino a pochi mesi prima si esibivano nei locali con il nome di Santa’s Boyfriend e in quel periodo fanno danni in giro per l'America di Bush cantando brani contro la guerra. Il disco punta il dito sull'assurdità della guerra e prende posizione contro il conflitto in Irak. Una canzone in particolare, Soldier machismo, affronta il tema dell’informazione divenuta propaganda politico–militare con lo scopo di confondere le coscienze. I temi affrontati, con l'aggiunta di un breve tour proprio negli Stati Uniti attraversati dalla campagna bellicista di Bush, hanno acceso i riflettori dei media su questi tre ragazzi che non nascondono dal punto di vista musicale di essere figli di molte influenze incrociate. La curiosità dei media, però, ha trovato un altro argomento su di loro, decisamente inatteso e sorprendente. Incuriositi dall'omonimia, i magazine musicali si sono accorti per primi che il ventiseienne leader della band, Joe Sumner è figlio d'arte. Suo padre si chiama Gordon Sumner, ma è conosciuto in tutto il mondo con il nome di Sting. La notizia ha fatto rapidamente il giro del globo e il vecchio (si fa per dire) genitore sembra non sia rimasto indifferente all'exploit del figlio, soprattutto perché ottenuto "quasi di nascosto da papà". Da parte sua, in verità, Joe non affronta volentieri l'argomento, nel timore di rimanere prigioniero dell'ingombrante figura paterna. E a chi insiste ricorda che la sua infanzia è stata caratterizzata dall'avversione per la musica provocata dall'obbligo di frequenza a noiose lezioni di pianoforte. E per non lasciare dubbi sulla sua ispirazione aggiunge «Se non avessi incontrato sulla mia strada lo ska degli Specials e il grunge dei Nirvana probabilmente non sarei qui»

09 marzo, 2025

10 marzo 1970 – Elton John nuovo pianista per gli Hollies? No


Il 10 marzo 1970 nei leggendari Abbey Road Studios, la tana in cui sono nati i successi dei Beatles, c’è molta agitazione. Si sta registrando, infatti, I can’t tell the bottom from the top, il brano che dovrebbe segnare il rilancio degli Hollies. La band, considerata uno dei grandi gruppi beat degli anni Sessanta, è in piena crisi dopo che, un anno prima, il suo chitarrista Graham Nash se n’è andato oltreoceano a cercare fortuna. Nonostante l’inserimento di Terry Silvester il gruppo, la cui formazione è completata dai chitarristi Allan Clarke e Tony Hicks, dal batterista Bobby Elliot e dal bassista Bernie Calvert, fatica a mantenersi a galla. Per la verità, dopo la fuga di Nash, gli Hollies hanno pubblicato qualche singolo di successo come Listen to me, Sorry Suzanne e He ain't heavy, he's my brother, ma la loro storia sembra arrivata alla fine. «Scordatevi gli Hollies. Senza Graham Nash assomigliano a una minestra costantemente riscaldata» scrive di loro uno dei più famosi critici musicali britannici. Per questo il 10 marzo 1970 entrano negli studi di Abbey Road decisi a dare una svolta nella loro carriera. Dopo qualche ora di lavoro decidono di fare una pausa, insoddisfatti del risultato. Mentre stanno discutendo tra loro vedono un ragazzotto brufoloso, basso di statura, con una frangetta sulla fronte e un paio di occhiali spessi che s’aggira con aria un po’ persa nei corridoi. Il suo nome d’arte è Elton John, ha pubblicato qualche disco senza particolari risultati e in quel periodo sbarca il lunario cercando ingaggi come pianista in sala di registrazione. «Un pianoforte, ecco quel che ci vuole!» Allan Clarke convince i compagni che per dare maggior corpo al suono del gruppo è indispensabile aggiungere alla formazione un pianoforte. «Ehi, ragazzo, te la senti di darci una mano?» Il giovane pianista guarda un po’ emozionato il leader di uno dei gruppi più famosi della Gran Bretagna che lo invita a suonare con lui. Inizialmente si schermisce, ma poi accetta, anche perché non sa dir di no al compenso che gli viene proposto. Gli Hollies registrano così, con l’apporto di quel brufoloso e sconosciuto pianista, I can't tell the bottom from the top, il brano del loro rilancio. Allan Clarke è entusiasta del risultato e glielo dice: «Ci sai fare davvero». Per un attimo il ragazzo pensa di aver trovato un lavoro, ma non c’è niente da fare. La formazione degli Hollies non si tocca e lui dovrà aspettare per qualche tempo ancora prima di arrivare al successo.


9 marzo 1994 – Fernando Rey, l’attore preferito da Luis Buñuel

Il 9 marzo 1994 muore di cancro a Madrid Fernando Rey, l’attore preferito da Luis Buñuel. Nato a La Coruña, in Spagna, il 20 settembre 1917 viene registrato all’anagrafe con il nome di Fernando Casado Arambillet ed è figlio del capitano d’artiglieria Fernando Casado Vega. Dopo un’infanzia e un’adolescenza relativamente tranquille frequenta la facoltà di Architettura dell'Università di Madrid quando nel 1936 allo scoppio della guerra civile lascia gli studi per combattere al fianco del padre con l’esercito repubblicano. Finita la guerra inizia a lavorare nel mondo del cinema come doppiatore e comparsa utilizzando per il suo nome d’arte il secondo cognome della madre Sara Arambillet Rey. Solo nel 1948 ottiene la sua prima parte da protagonista nel film Mare nostrum di Rafael Gil conosciuto in Italia anche con il titolo Alba di sangue. Il grande successo arriva dopo l’incontro con Luis Buñuel con il quale gira Viridiana nel 1961, Tristana nel 1970, Il fascino discreto della borghesia nel 1972 e Quell’oscuro oggetto del desiderio nel 1977. A partire dagli anni Sessanta interpreta film importanti, diretti da grandi registi come Falstaff di Orson Welles nel 1966, Il braccio violento della legge di William Friedkin nel 1971, Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi nel 1976 e molti altri, tra i quali Elisa, vita mia di Carlos Saura con il quale, nel 1976, vince al Festival di Cannes il premio come miglior attore straniero. Nel 1992 diventa presidente dell'Accademia delle Scienze Cinematografiche di Spagna.

08 marzo, 2025

8 marzo 1946 - Carole Bayer Sager, la più giovane autrice di Broadway

L’8 marzo 1946 nasce a New York la compositrice Carole Bayer Sager, una delle rare donne di successo in un mondo, quello della composizione, caratterizzato da un predominio maschile e talvolta maschilista. La geniale ragazza inizia a comporre all'età di quindici anni sotto la guida di una professoressa che, intuite le potenzialità del suo talento creativo, si impegna per aiutarla a entrare nello Screen Gems, il team di creativi musicali messo in piedi e capitanato da Don Kirshner. Proprio in questa factory nel 1966 ottiene il suo primo successo scrivendo con Tony Wein il brano Groovy kind of love per i Mindbenders. Nel 1970 compone le musiche del musical "Georgy" che, nonostante il modesto successo ottenuto, fa di lei la più giovane autrice rappresentata a Broadway. Negli anni Settanta e Ottanta da sola o insieme ad altri compone brani di successo per artisti come Captain and Tennille, Rita Coolidge, Leo Sayer, Aretha Franklin, Carly Simon, Elton John, Dolly Parton, Neil Diamond, Stevie Wonder, Frank Sinatra e molti altri. Carole è anche l'autrice delle colonne sonore di film come di film come “Castelli di ghiaccio” di Donald Wryne, “E ora punto e a capo" di Alan J. Pakula e "Il campione" di Franco Zeffirelli per i quali ottiene la nomination all'Oscar. Di grande successo è anche Nobody does it better, il tema conduttore del film "La spia che mi amava", della serie dell'agente 007. Carole Bayer Sager, pur senza ottenere gli stessi successi della sua attività di compositrice, pubblica anche alcuni dischi come cantante. Il suo primo album è Carole Bayer Sager del 1977, seguito da Too del 1978 e da Sometimes late at night del 1981 con il quale entra per la prima e unica volta nella classifica statunitense dei dischi più venduti, non andando oltre il sessantesimo posto. Nel 1981 vince l'Oscar come coautrice del tema conduttore del film "Arthur" e nel 1982 unisce il suo destino a quello di un altro famoso compositore Burt Bacharach e dopo il matrimonio annuncia la sua intenzione di rinunciare alle esperienze come cantante per dedicarsi esclusivamente alla composizione.


07 marzo, 2025

7 marzo 1964 – I marines in Vietnam

Il 7 marzo 1964 sbarcano sul territorio del Vietnam i primi contingenti di marines statunitensi inviati a sostenere il governo filoamericano in difficoltà contro la guerriglia dei partigiani vietcong. Ufficialmente viene dichiarato che la loro presenza è finalizzata esclusivamente all’addestramento dei contingenti antiguerriglia sud-vietnamiti e non comporta l’impiego di truppe americane nei combattimenti. In realtà è l’inizio delle operazioni che porteranno gli Stati Uniti a un impegnativo e totale coinvolgimento in quella che verrà ricordata come la “sporca guerra” in territorio vietnamita con la conseguente bruciante sconfitta militare. Il 3 agosto dello stesso anno, infatti, prendendo a pretesto un attacco che alcune motosiluranti nordvietnamite avrebbero portato alla nave americana "Maddox" nel golfo del Tonkino, gli Stati Uniti daranno il via alle operazioni militari su larga scala contro la guerriglia e il Nord Vietnam. Molti anni più tardi gli stessi americani ammetteranno di aver deliberatamente “costruito” l’incidente del golfo del Tonkino per giustificare il loro intervento.

06 marzo, 2025

6 marzo 1938 - Guidone, un protagonista del rock and roll italiano

Il 6 marzo 1938 nasce a Brescia Guidone, uno dei protagonisti della scena rock & roll milanese. Si chiama Guido Crapanzano, e deve il suo nome d'arte alla sua mole imponente. Dopo aver debuttato nel 1957 in un concorso al teatro Alcione di Milano, nel 1959 pubblica il suo primo singolo con Ciao ti dirò e Ma l'amore no, una versione della vecchia canzone di D'Anzi. Tra il 1959 e il 1962 pubblica ancora vari dischi e partecipa a numerose trasmissioni televisive e a film musicali come "Pesci d'oro bikini d'argento" e "Nerone '71". Nel 1962 entra a far parte del Clan Celentano ma l'anno dopo preferisce andarsene in giro per il mondo con il suo gruppo  stabilendosi poi definitivamente ad Atene, in Grecia, dove diventa popolarissimo. Tornato in Italia nel 1965 giusto per partecipare al tour dei Beatles, ha tra i componenti della sua band i futuri Giganti Checco Marsella, Enrico Maria Papes e Mino De Martino. Anche Demis Roussos muove i primi passi come cantante nel suo gruppo. Nel 1967 abbandona la musica e torna in Italia per occuparsi di pubblicità, editoria e produzione cinematografica, lasciando poi anche queste attività nel 1975 per riprendere gli studi. Laureato in ingegneria ottiene negli Stati Uniti il dottorato in Scienze della Comunicazione. Nel 1985 torna in Italia e diventa rettore dell'Istituto Internazionale di Scienze della Comunicazione. Il 22 gennaio del 2007 è testimonial al 50º anniversario del rock and roll di Varese, cui partecipano i Ribelli, Enrico Maria Papes, Brunetta, Clem Sacco, Ghigo, Jack La Cayenne (Torquato il molleggiato), Giordano Blues, Gino Santercole e molti altri protagonisti del rock italiano. Tra le sue canzoni sono da ricordare Ciao biondina, Poi poi poi e Scendiamo insieme sugli sci. Muore il 10 dicembre 2023.




05 marzo, 2025

5 marzo 1989 - Beppe Grillo non basta a salvare il Festival di Sanremo del 1989

Il 5 marzo 1989 per la prima volta nella sua storia il popolarissimo "Sorrisi e Canzoni TV", il più diffuso e moderato magazine di musica e spettacolo spara a zero sul Festival di Sanremo. Per la verità non è l’unico visto che l’edizione 1989 della kermesse sanremese sembra scontentare un po’ tutti, nonostante la vittoria della coppia Anna Oxa-Fausto Leali con Ti lascerò, l’esordio di Jovanotti con Vasco, e i ritorni di Gino Paoli e di Ornella Vanoni. Le critiche non mancano ma che anche un giornale come Sorrisi e Canzoni TV prenda posizione lascia il segno. Il giornale stronca l’eccessiva dilatazione del Festival, lasciando intendere che sia ormai divenuto un varietà più che un concorso canoro: «Se il festival di Sanremo non rinuncerà a questa caratteristica di contenitore cloaca, se la Rai insisterà solo per bieche ragioni di audience a diluirlo in tante serate, bene, allora c’è da aspettarsi che finisca soffocato da se stesso...». Insomma, le azioni del Festival di Sanremo sono in ribasso e non basta a rialzarle neppure l’estemporanea irruzione di Beppe Grillo che se la prende un po’ con tutti in assoluta tranquillità. Nessuno scandalo: tutto fa spettacolo sotto il cielo di Sanremo.


04 marzo, 2025

4 marzo 1919 – Scott Joplin il re del ragtime

Il 4 marzo 1919 muore in una casa di cura per "malati mentali" di New York il pianista Scott Joplin, uno dei padri fondatori del ragtime scritto, chiamato anche "King of ragtime", il re del ragtime. Nato il 24 novembre 1868 e Texarkana, nel Texas, dopo aver imparato a suonare il pianoforte, a quindici anni lascia la famiglia e scappa di casa per diventare musicista itinerante. Nel 1895 entra a far parte del Texas Medley Vocal Quartet. In quel periodo riesce anche a piazzare a qualche editore le sue prime composizioni: Please say you will e Picture of her face. Negli stessi anni inizia ad approfondire le tecniche pianistiche del ragtime. Diventa il pianista fisso del Maple Leaf Club di Sedalia, nel Missouri, dove incontra l'editore Carl Hoffman che nel 1898 gli produce The original rag, la sua prima importante opera, cui seguono Maple leaf rag, The sun flower slow drag e Swipsy , tutte e tre del 1899. Dopo la sfortunata A guest of honour che nel 1903 viene rappresentata una sola volta a St. Louis con scarso successo, nel 1905 si trasferisce a New York dove si fa catturare dall’ossessione di scrivere una vera e propria opera lirica ragtime. Il 4 marzo 1919 la morte se lo porta via dopo una vita passata tra difficoltà economiche ed espedienti per sopravvivere, senza aver mai trovato un impresario disposto a rappresentare Treemonisha, la sua opera, con A guest of honour, oggi più famosa. Nel 1974 Marvin Hamlisch utilizza la musica di Scott nella colonna sonora del film "La stangata". Dopo il successo de "La stangata", Treemonisha, composta nel 1907, viene rappresentata per la prima volta nel 1974 all'Uris Theatre di Broadway, con la produzione dell'Houston Grand Opera e con la partecipazione di cento pianisti di tutto il mondo. Peccato che Scott ormai non c’è più.


03 marzo, 2025

3 marzo 1966 – Buffalo Springfield, la band del compressore stradale

Il 3 marzo 1966 a Los Angeles nascono i Buffalo Springfield. La band unisce musicisti dalle esperienze più varie ed è destinata a lasciare un segno profondo nella storia del rock. Ne fanno parte tre chitarristi ricchi di talento e di idee come Stephen Stills e Richie Furay, provenienti dal gruppo folk degli Au Go Go Singers e il canadese Neil Young dei Mynah Birds, da cui proviene anche il bassista suo connazionale Bruce Palmer. La formazione è completata da un altro canadese: il batterista Dewey Martin già con i Dinah. In un primo momento al gruppo si era unito anche il bassista Ken Koblun, ma la sua collaborazione era durata lo spazio di un respiro. Da tempo Stills e Furay inseguivano l'idea di mettersi insieme a Young, ma per varie ragioni il canadese si era sempre sottratto agli impegni. La leggenda racconta che, proprio quando i due chitarristi, rotti i ponti con il loro gruppo, stavano ormai pensando a una soluzione diversa, Neil Young li avesse raggiunti a Los Angeles viaggiando in autostop e compiendo l'ultimo tratto di strada a bordo di un carro funebre. Leggende a parte il 3 marzo 1966 il gruppo è ormai una realtà, anche se non ha un nome. La soluzione è presto trovata. In una pausa della riunione costitutiva, Furay si alza per sgranchirsi le gambe e osserva fuori dall'appartamento gli operai di un cantiere stradale. Accanto a loro c'è un compressore che reca sul fianco il nome della ditta produttrice: Buffalo Springfield. Lo propone ai compagni che accettano. Nasce così uno dei più gruppi più amati dal movimento hippy. Una serie di concerti al fianco dei Byrds e regolari quanto affollate esibizioni al "Whisky a go go" sul Sunset Strip di Los Angeles li imporranno all'attenzione dei produttori più svegli e intuitivi. I primi a occuparsi di loro saranno Charlie Green e Brian Stone, il manager di Sonny & Cher. I due garantiranno alla band un contratto con la Atlantic e, soprattutto, un anticipo di ben dodicimila dollari. Nell'estate del 1966 i Buffalo Springfield pubblicheranno il loro primo singolo Nawadays Clancy can't even sing, un brano scritto da Neil Young che verrà censurato per il testo. Non otterrà grandi risultati commerciali, ma contribuirà a far conoscere la band fuori dai confini della California Sarà l'inizio di una breve ma intensa produzione che farà del gruppo uno dei principali artefici del progressivo spostamento del folk verso i suoni elettrici e aggressivi del country rock.

02 marzo, 2025

2 marzo 1964 – Joe Rushton, lo specialista del sassofono basso

Il 2 marzo 1964 a San Francisco, in California un infarto chiude per sempre la vita e la carriera di Joe Rushton, uno dei rari jazzisti esperti in uno strumento inusuale come il sassofono basso. Ha cinquantasei anni e all’anagrafe è registrato con il nome di Joseph Augustine Rushton. Nato a Evanston nell’Illinois, inizia a soffiare negli strumenti ad ancia nel periodo dell'adolescenza. A partire dal 1928, quando ha ventun anni e suona nei California Ramblers, sceglie definitivamente il sassofono basso, fino a quel momento considerato una voce marginale nelle jazzband. cui è praticamente l'unico strumentista specialisti. Prima della fine dell'anno lascia la band e si mette in proprio dando vita a una formazione con la quale opera nei locali di Chicago fino al 1932. Chiusa l'esperienza autonoma riprende a girovagare tra le orchestre dell'area chicagoana. Nel 1934 suona con la band di Ted Weems e successivamente con i gruppi di Frank Snyder e Bud Freeman. Instabile come tutti i jazzisti di razza, dopo aver militato per ben tre anni nella formazione diretta da Jimmy McPartiand, nel 1942 lascia l'Illinois e se ne va in California, dove entra a far parte dell’orchestra di Benny Goodman. Ci resta fino al 1943 quando per l'ennesima volta sceglie di cambiare aria. Tra il 1944 e il 1945 il suo sassofono basso è alle dipendenze della band di Horace Heidt. Alla fine della seconda guerra mondiale incontra Red Nichols, che gli propone di unirsi a lui nei riformati Five Pennies. Rushton accetta con riserva. Il sodalizio si rivelerà, invece, saldissimo e il suo apporto caratterizzerà lo stile della nuova edizione dei Five Pennies. Praticamente non se ne andrà più, anche se periodicamente annuncerà il suo ritiro dalle scene. Per la verità i suoi non sono soltanto annunci, visto che per un certo periodo trova anche lavoro come operaio in una fabbrica di aeroplani. La voglia di suonare è più forte di tutto e anche quando il suo cuore comincia a dargli qualche problema lui non se ne cura. Nel 1963 si imbarca in una lunga e faticosa tournée con Nichols e i Five Penny che lo lascia fisicamente e psicologicamente prostrato. Per l'ennesima volta annuncia il ritiro dalle scene, ma poi riprende a suonare. Il suo cuore cede mentre è ancora nel pieno della sua attività. Oltre alle incisioni delle band nelle quali ha militato di lui restano testimonianze su vinile nel lavoro in studio di gruppi come quelli di Pete Daily, Floyd O’Brien e Zep Meissner.



01 marzo, 2025

1° marzo 1912 - Walter Davis, da pianista a portiere d’albergo

Il 1° marzo 1912 nasce a Grenada, nel Mississippi, il bluesman Walter Davis. Pianista e cantante tipico della tradizione urbana del blues di St. Louis fin dall’inizio sviluppa nelle sue interpretazioni uno stile sobrio e ricco di motivazioni sociali. Seguendo l’esempio di Leroy Carr riesce a trasportare nei testi dei suoi blues i temi propri della cultura afroamericana grazie a un notevole spirito di osservazione, una fertile immaginazione e un frasario musicale semplice e facilmente assimilabile. Abbandonata la famiglia a tredici anni, si trasferisce a St. Louis dove impara a suonare il pianoforte. Sul finire degli anni Venti, debutta negli house parties nella zona est della città e comincia a esibirsi nei vari club locali, spostandosi poi nel Texas, in Tennessee, nel Mississippi e in South Carolina. Nel giugno del 1930 registra il suo primo disco per la Victor a Cincinnati. Il maggior successo di questo periodo è M & O Blues. Negli anni Quaranta la sua popolarità tende a calare progressivamente Walter Davis nei primi anni Cinquanta rinuncia a esibirsi nei locali per dedicarsi all'attività di predicatore, ma non abbandona la musica. Intorno al 1954, colpito da paresi perde l'uso della mano sinistra ed è costretto a trovare lavoro come portiere di notte prima all'Hotel Calumet e quindi all'Albany Hotel. Non si è certi della sua data di morte perché, pur esistendo un certificato in tal senso a nome di Walter Davis per il quale sarebbe deceduto proprio a St. Louis il 22 ottobre 1963, c'è chi sostiene possa trattarsi di un'altra persona.


28 febbraio, 2025

28 febbraio 1970 – Chi diavolo sono questi NOBS?

Il 28 febbraio 1970 una folla immensa attende a Copenaghen il concerto dei NOBS. La notizia finisce sul tavolo di un redattore di cronaca di uno dei più diffusi quotidiani della capitale danese con una nota a mano del direttore: «Chi diavolo sono questi NOBS e perché hanno tanto successo?». Se si eccettuano i magazine specializzati, in quel periodo nelle redazioni non c'è un vero e proprio esperto musicale. La musica pop tocca, di volta in volta, alla cronaca, al costume e, più raramente, alla cultura. L'idea che guida i direttori è che la musica non faccia notizia se non nelle pagine delle inserzioni a pagamento. Al malcapitato cronista non resta che cercare aiuto per evitare di scrivere stupidaggini. Scopre così quello che gli appassionati di musica sanno da tempo. La formazione dei NOBS è composta da Jimmy Page, Robert Anthony Plant, John Henry "Bonzo" Bonham e John Paul Jones. I quattro ragazzi quando sono fuori dai confini della Danimarca si chiamano Led Zeppelin, ma nel regno che fu d'Amleto non possono più utilizzare quel nome. Su di loro, infatti, pende la diffida di una certa Eva Von Zeppelin, discendente di Ferdinand, l’inventore dei famosi dirigibili, che ha minacciato di chiedere un risarcimento miliardario per l’uso improprio e non autorizzato del nome. La causa deve ancora essere discussa e i legali già da qualche mese hanno consigliato la band di sospendere la distribuzione dei loro dischi. Su questo i discografici sono stati, però, categorici: «Non se ne parla». Come dar loro torto visto che l'album Led Zeppelin II sta facendo sfracelli in tutte le classifiche di vendita e in Gran Bretagna ha addirittura scalzato dal vertice della classifica Abbey road dei Beatles? Il Financial Times ha calcolato in cinque milioni di dollari l'utile commerciale dei loro dischi e anche il mondo politico s'è accorto di loro. Il segretario del Parlamento Britannico in persona è intervenuto alla consegna di due dischi d'oro alla band lanciandosi in un pubblico encomio per il contributo dato con le vendite dei dischi alla bilancia dei pagamenti britannica. Un po' sconcertati da quanto sta accadendo i Led Zeppelin invocano tranquillità per comporre in santa pace nuovi brani da inserire nel terzo album. Il concerto di Copenaghen cade in un periodo di relativa serenità della band. La scelta di esibirsi come NOBS finisce per diventare una nota di colore in più. Confonde qualche caporedattore, ma non disorienta il pubblico.

27 febbraio, 2025

27 febbraio 1965 – I Seekers per la prima volta al vertice in Gran Bretagna

Il 27 febbraio 1965 al vertice della classifica britannica arriva il brano I'll never find another you dei Seekers, il gruppo formato nel 1964 in Australia da Judith Durham, Keith Potger, Bruce Woodley e Athol Guy. Keith, l'unico non australiano di nascita, ma emigrato all'età di sei anni, prima di unirsi alla band lavora come produttore radiofonico, Judith come segretaria presso un patologo e Athol e Bruce come impiegati in una agenzia di Melbourne. Tra il 1965 e il 1966 i Seekers ottengono uno straordinario successo in Inghilterra dove, appena arrivati, debuttano nel “Sunday Night at The Palladium”. Il successo arriva fin dal primo singolo I'll never find another you cui segue A world of our own e The carnival is over. La fortuna continua anche nel 1966 con Someday one day, Walk with me e Morningtown ride e nel 1967 con Georgie girl, When will the good apples fall e Emerald City. Nello stesso anno Judith, senza successo, pubblica come solista il singolo The olive tree e poco tempo dopo anche i Seekers, arrivati così rapidamente al vertice della classifica, altrettanto rapidamente vengono abbandonati dal pubblico.


26 febbraio, 2025

26 febbraio 1978 – Tace il sax di Alix Combelle


Il 26 febbraio 1978 muore a Mantes la Jolie, in Francia, il sassofonista Alix Combelle, per molto tempo considerato miglior sax tenore sulla scena del jazz europeo. Nato a Parigi il 15 giugno 1912 è figlio d’arte visto che suo padre è il primo sassofono nell'orchestra della Guardia Repubblicana. Proprio il padre è il suo primo maestro, anche se all’inizio il buon Alix sembra intenzionato a non voler ripercorrere le orme del padre. Agli inizi della sua carriera infatti si fa ingaggiare da Bruno Coquatrix come batterista. La scelta dura poco. Ben presto molla piatti e tamburi per il sax tenore suonando prima con Gregor & the Gregorians e poi, nel 1935, allo Stage B con l'orchestra di Arthur Briggs. Successivamente forma un proprio gruppo che nel 1940 prende il nome di Jazz de Paris. Nonostante l'occupazione tedesca della Francia il jazz francese non si nasconde e il gruppo di Combelle lascia varie registrazioni che oggi forniscono una testimonianza importante sull’evoluzione del genere in quel periodo. Dopo la liberazione, Alix Combelle forma un’orchestra che pian piano finisce per passare alla musica da ballo. Nel 1962 chiude ogni attività come musicista professionista. Resta però nell’ambiente organizzando vari concerti e scrivendo di jazz per il Bulletin du Hot Club de France. Di lui restano varie incisioni che testimoniano di una tecnica sopraffina e di uno stile vicino a quello di Coleman Hawkins e Chu Berry.



25 febbraio, 2025

25 febbraio 1970 – Il matrimonio lampo di Mina

Alla fine degli anni Sessanta le cronache rosa hanno in Mina uno dei bersagli preferiti. La sua riservatezza, l’assenza di smentite, la sostanziale indifferenza nei confronti dei media alimentano e incoraggiano il gioco dei «si dice, si sussurra, sembra che…». Circola anche la voce che la cantante si sia sposata in gran segreto con Augusto Martelli in una antica chiesetta del quartiere Ticinese di Milano. In realtà il rapporto sentimentale tra la cantante e il maestro Martelli è ormai esaurito anche se i due continuano a collaborare sul piano professionale. All’inizio del mese di gennaio del 1970 Mina si esibisce in concerto a Terni. Al termine dello spettacolo il suo vecchio amico Fabrizio Zampa, giornalista con un passato da batterista nei Flippers, va in camerino a salutarla. L’accompagna un collega, Virgilio Crocco, giornalista del Messaggero di Roma. La cantante resta piacevolmente colpita da quest’ultimo, un uomo gentile, distinto e un po’ chiuso in se stesso. Tra i due scocca una scintilla che fin dal primo momento è qualcosa di più di una semplice simpatia. Un mazzo di fiori, una telefonata, qualche confidenza colpiscono Mina più di un lungo e stucchevole corteggiamento. Si rivedono a Bologna qualche giorno dopo e decidono di non perdere altro tempo. Il 25 febbraio 1970 si sposano nel Municipio di Trevignano, in provincia di Roma. Perché aspettare?



24 febbraio, 2025

24 febbraio 1988 – Memphis Slim: io sono solo l'ambasciatore del blues...

Il 24 febbraio 1988 muore a Parigi all’età di settantatré anni, il pianista e cantante blues Peter Chapman, meglio conosciuto con il nome d’arte di Memphis Slim, dal nome della città dove è nato. Tra i bluesmen storici è sicuramente il più amato dal pubblico giovanile europeo, anche perché proprio in Europa ha stabilito, a partire dal 1961 la sua residenza, ripudiando l'ingrata terra natale che non amava il suo blues didascalico e poco incline alle concessioni spettacolari. A sette anni inizia a picchiare sui tasti di un pianoforte sotto la guida di suo padre e a dieci già si esibisce nelle sale da ballo riservate ai neri del suo quartiere. Nel 1931 incontra Roosevelt Sykes che lo prende sotto la sua ala protettiva. Sei anni dopo è a Chicago dove pubblica vari brani, tra cui il suo primo successo "Beer drinkin' woman", e trova un posto fisso come pianista del gruppo di Big Bill Broonzy. Verso la metà degli anni Quaranta lascia la band di Broonzy intenzionato a percorrere nuove strade. Per un po' si esibisce da solo e poi forma gli House Rockers, un gruppo di cui fanno parte, fra gli altri, i sassofonisti Alex Atkins ed Ernest Corton e il bassista Big Crawford. Nonostante il successo, le tournée e i dischi fatica ad adattarsi alle regole del music business statunitense. Il blues non è per lui solo spettacolo, ma cultura e voglia di raccontare. Di sé dice: «Sono un ambasciatore, l'ambasciatore del blues. Canto, suono e compongo sapendo che non sto inventando niente. Il blues esisteva prima di me e continuerà a esistere anche quando non ci sarò più. Io sono solo il suo ambasciatore». In linea con questa impostazione è anche il suo modo di presentare le canzoni al pubblico, tutte rigorosamente in ordine cronologico, intervallate con aneddoti e ricordi personali. Quando nel 1960 Joe Glaser, il vecchio manager di Louis Armstrong, lo porta in Europa scopre un mondo nuovo. Vede migliaia di giovani ai concerti che pendono dalle sue labbra, seguono i suoi racconti in silenzio e decide di lasciare, per sempre, gli Stati Uniti. Si stabilisce definitivamente a Parigi e ricomincia da capo. Non è raro incontrarlo nei locali della capitale francese, al Mars Club, al Blues Bar e, soprattutto al Trois Mallet dove resta in cartellone quasi ininterrottamente dal 1962 al 1974. Ama Parigi, ma da buon ambasciatore non lo ammetterà mai per non offendere gli altri paesi europei. A chi glielo chiederà dirà sempre d'aver scelto la capitale francese soltanto perché è «al centro dell'Europa».


23 febbraio, 2025

23 febbraio 1983 - Cari Bee Gees avete copiato quella canzone

Il 23 febbraio 1983 i Bee Gees vengono riconosciuti colpevoli di plagio. Il Tribunale di Chicago infatti ritiene che la loro How deep is your love sia copiata dalla canzone Let it end di Ronald H. Selle. Il verdetto prevede anche un risarcimento di alcuni milioni di dollari all’autore, ma il gruppo prennuncia un ricorso in appello. Quando viene letto il passaggio della sentenza che descrive la dinamica del plagio, Robin Gibb urla «Sono tutte bugie!». La band verrà poi assolta in appello quando verrà ascoltato il nastro del momento in cui il brano è stato concepito con Barry alla voce e Blue Weaver al piano. Si tratta di una delle tante curiosità che hanno caratterizzato la storia di questa canzone, inizialmente scritta dai fratelli Gibb per la cantante Yvonne Elliman, la Maria Maddalena della versione cinematografica di "Jesus Christ Superstar" e poi recuperata in extremis per il film "La febbre del sabato sera".